Que sera sera…tra dieci anni!

 

Un prato di fiori e un pensiero: la serenità
Un prato di fiori e un pensiero: la serenità

 

La mia giornata è proiettata al FUTURO (ancora scientificamente non “futurabile”, ma tentiamo!): come mi vedo tra 10 anni?

una domanda da un milione di dollari!” si, una di quelle che ti perseguitano per tutto il giorno ininterrottamente, come quando una canzone ti entra in testa e non c’è modo di farla uscire.

Tutto nasce da una frase volante ascoltata in un film, ma poi accuratamente trascritta nella sezione “salva come bozza” dello smartphone; l’attrice diceva, leggendo una lettera: “Cara Claire, ci sono parole “e” e “se” che da sole non hanno nulla di minaccioso, ma se le metti insieme, una vicina all’altra, hanno il potere di tormentarti per tutta la vita: “e se… e se… e se…

Dunque, E SE…riuscissi a realizzare tutti i miei sogni? E SE…la realtà che ci circonda, a volte, fosse differente? E SE…mi comportassi in maniera diversa?

La prima parola che mi gironzola in testa è: SERENITÀ; tra dieci anni voglio solo vivere una vita serena e, quindi, “mi vedo serena” (per rispondere al fatidico domandone)!

Ritrovarmi alla soglia dei quarant’anni (tra 10 anni, si intende!) con il mio bel faccino triste ed imbronciato, mi spaventa!

Odio, guardarmi intorno e vedere molte, troppe persone arrabbiate con la vita e non voglio fare quella fine.

Certo, la serenità passa attraverso tante cose, ma, a mio parere, passa, soprattutto, attraverso la LIBERTÀ di essere ciò che vogliamo essere e di fare ciò che vogliamo fare!

Sembra quasi scontato, ma è proprio così e voglio evidenziarlo per stamparmelo nella memoria e non dimenticarlo mai!

Ok, dopo questo momento di intensa e profonda riflessione (ora ho l’immagine di me in un campo di fiori che passeggio e penso!), passo alla mia attuale “Wish List” della serenità per il futuro, vediamo:

  • un lavoro che mi renda indipendente
  • una famiglia
  • amici vecchi e nuovi
  • un cane
  • una grande libreria
  • ritornare a suonare il pianoforte

Qualcosa mi dice che non è tutto qua e, infatti, dentro di me, credo che non esista una vera e completa “lista dei desideri” che posso stilare ora e renderla definitiva da qui a 10 anni. Dipenderà dal DESTINO (Karma, fa più figo!), per chi, come me, ci crede. Ciò che di più saggio posso fare ora è vivermi le 24 ore e poi…

Dopo aver fatto questo lungo viaggio con la mia navicella spazio-tempo, direzione “TO THE FUTURE”, sono curiosa come una scimmietta di conoscere il vostro “What will I be?”, quindi: E SE…

 

Non proprio penna e calamaio, ma: What will I be?
Non proprio penna e calamio, ma: What will I be?

 

 

 

 

 

 

 

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Quella volta “sul cucuzzolo della montagna”…

Montagna
L’agilità non era di casa, ma la felicità tanta!

L’inizio di questo articolo lo affido alle parole della famosa canzone “Memory” di Barbara Streisand:

“Posso sorridere ricordando i giorni passati;
la vita era meravigliosa allora.
Ricordo le volte che conobbi cos’era la felicità
Lascia che il ricordo viva di nuovo!”

Vi chiederete: perché questo inizio? Beh, l’obiettivo è raccontarvi chi sono e per farlo non posso che cominciare col parlarvi della piccola Veronica durante la sua infanzia…

…questa bambinetta cresce in un paesino, con una famiglia felice e, pur essendo una “femminuccia” nel vero senso della parola (adora i profumi, il suo “Cicciobello”, le Barbies, il rosa, i fiocchetti…e chi più ne ha, più ne metta), si diverte nell’andare alla ricerca dei pericoli: è sempre in bicicletta, cerca di passare in punti strettissimi e sogna fortemente, ma proprio fortemente una casa sull’albero ed andare in montagna.

Per riassumere, VERONICA VUOLE ESSERE ALTA e vedere il mondo da lassù, dato che l’altezza fisica non l’ha mai aiutata (ora mi consolo pensando che: “nella botte piccola c’è il vino buono”! Così si dice!).

Bene, i sui genitori, un giorno, hanno deciso di partire per la Val d’Aosta, sinonimo di MONTAGNAAAAAAAA e il sogno si stava avverando, Veronica sarebbe stata alta finalmente! E così fu…

Dopo un inizio disastroso alla Bridget Jones, scandito da camminate incerte, capitomboli e scivolate, ricordo bene la sensazione che provai dall’alto del “cucuzzolo della montagna”, era proprio una sensazione di felicità, una di quelle emozioni che si ricordano negli anni.

Avevo davanti a me un paesaggio bellissimo e mi sentivo allo stesso tempo piccola e grande di fronte a quell’incanto.

Il nostro pittore Monet aveva, dunque, ragione: è bellissimo ed anche giusto, si giusto, IMMORTALARE LE IMPRESSIONI DEL MOMENTO perché sono quelle che toccano il cuore!

Proprio per questo, per riprendere la Streisand, “Lasciate che il ricordo viva di nuovo” e siate SMISURATAMENTE FELICI come da piccoli, prendendo la vita così come viene! Questo è quello che sto imparando a fare e che voglio fare.

Un sogno
Monet – Veduta di Argenteuil sotto la neve

Ora però tocca a voi, IN ALTO I RICORDI: condividiamo tutti insieme i momenti felici della nostra vita perché pensarci fa sempre bene…

Ps: la casa sull’albero è stata poi costruita per i miei cuginetti, ma sapete cosa vi dico? chi se ne importa, me la godo ora da grande!

Vedete, i sogni prima o poi si avverano sempre! 😀 😀 😀

Perché “My Monet world”

Bridge over a pond of  water lilies

 

La parte più complessa nello scrivere qualcosa è sempre l’inizio, così ho scelto di dire semplicemente la verità sulla nascita di questo blog e farvi entrare un po’ nel mio mondo! Allora…si parte: mi chiamo Veronica ed ho quasi 30 anni (27 per ora, ma non so perché sono già nell’ottica degli “enta”). Questo è il mio primo vero articolo/post, con più di cento parole e, per dire tutta la verità, sono emozionata ed agitata allo stesso tempo. La creazione del blog ha inizio nell’aula di una scuola (peraltro con 10 persone presenti!) in cui sto seguendo un master in marketing. Come sicuramente avrete capito, si tratta di un blog dedicato al pittore Claude Monet, per il quale ho una passione smisurata, nata sui banchi delle medie e che prosegue anche oggi.

Con voi intendo fare sharing di opere e citazioni che più mi piacciono di questo grande artista, ma, soprattutto, voglio condividere le impressioni e le emozioni che provo nel vedere i suoi quadri; per questo il nome “My Monet world”.

Ho capito di essermi definitivamente innamorata di lui (dopo il primo appuntamento a scuola…) quando, a Parigi, di fronte al ” Bridge over a pond of  water lilies” sono rimasta letteralmente a bocca aperta, stregata dai colori. Non lo so, ma provo sempre gioia di fronte ai suoi quadri e questo “mi piace” (vedi citazione da facebook!) parecchio!.

Mi rendo conto che sto scrivendo di getto senza neanche rileggere; questo è un bene o un male?! Mi rispondo da sola (solo per questa volta!) e dico che è un bene perché sto seguendo il filo delle emozioni e delle “impressioni” del momento, senza pensarci troppo; come il nostro Monet, giusto?!

La docente ci ha appena spiegato che dobbiamo chiudere l’articolo con una “call to action”, per cui lo farò: Vi aspetto in tanti e soprattutto aspetto le vostre IMPRESSIONI!!!